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VITA E LAVORO NELLA NOSTRA CASA COMUNE: riflessioni sulla Lettera Enciclica “LAUDATO SI’ “ del SANTO PADRE, FRANCESCO.

Pubblicato da Orizzonte degli Eventi in Varie · 18/6/2015 21:22:16
Tags: SistemiSocialiSaluteOrganizzativaOrganizzazionedelLavoroSalute

Di Franco Simonini e Vincenza Bruno




Riteniamo, di grande interesse per la difesa della salute e della sicurezza dei lavoratori e per il miglioramento delle organizzazioni produttive molti passi dell’Enciclica “Laudato Sì” del Santo Padre Francesco.    

Le questioni importanti affrontate in tutta l’Enciclica sono:
a)
l’intima relazione tra i poveri e la fragilità del pianeta,
b) la convinzione che tutto nel mondo è intimamente connesso,
c) la critica al nuovo paradigma e alle forme di potere che derivano dalla tecnologia,
d) l’invito a cercare altri modi di intendere l’economia e il progresso,
e) il valore proprio di ogni creatura,
f) il senso umano dell’ecologia,
g) la necessità di dibattiti sinceri e onesti,
h) la grave responsabilità della politica internazionale e locale,
i) la cultura dello scarto e la proposta di un nuovo stile di vita.


Ognuno di noi abita questo pianeta, nel suo paese, nella sua regione, nel suo quartiere ed infine nella sua casa. Sembra che solo la casa debba essere tenuta pulita e salubre e che non abbia importanza l’aria che respira o l’acqua che beve, l’energia da cui ricava calore. Per la propria casa ci impegniamo a fondo a fare restauri e manutenzioni senza preoccuparci di dove o come vengono smaltiti i rifiuti di questi lavori. Fuori dalla mia casa tutto è condominiale, comune, può essere inquinato, sporcato, distrutto, la cosa non mi riguarda. Quello che mangio può costare molto ed essere pieno di residui di pesticidi, diserbanti, insetticidi, purtroppo è un prezzo da pagare all’evoluzione tecnologica e alla chimica degli alimenti che scientificamente proteggere le colture aumentando sempre più la dose di prodotti utilizzati per combattere l’adattamento di funghi e insetti nocivi. Mezzo secolo fa il cielo di marzo era pieno di rondini. Sciamavano in ogni direzione e davano il lieto evento della primavera, la vita si risvegliava in ogni giovane foglia, in ogni fiore, nell’erba verde e minuta. Oggi le rondini si vedono appena, muoiono per diversi motivi ma soprattutto perché si nutrono di insetti intossicati e resistenti a tossine sempre più potenti. Gli insetti hanno una naturale capacità a sopravvivere ai tossici molto più alta di mammiferi e uccelli. La mancanza di sincerità e onestà politica e scientifica produce una cultura centrata sull’individuo e le sue cose, sul paradigma che tutto può essere risolto dalla tecnica, sulla visione di un mondo umano separato e disconnesso da ogni altro essere vivente, su un unico possibile modo di intendere economia e progresso. Questa cultura “lineare meccanicistica” ha determinato e determina le profonde e inquietanti condizioni di sofferenza in cui verte il nostro pianeta, ma è ancora troppo radicata nella politica internazionale e locale per non allertare ogni “essere umano di buona volontà” a contribuire nella lotta per la salvezza della nostra casa comune, Madre Terra.
La stessa cultura “lineare meccanicistica” che contribuisce così tanto alla distruzione della vita sul pianeta produce in ogni azienda una grande quantità di rischi per la salute dei lavoratori. I più “deboli”, i lavoratori, sono esposti ogni giorno a rischi di natura fisica, chimica, biologica e psicosociale. Le risorse assegnate alla prevenzione dei rischi per la salute lavorativa risultano ancora limitate e non in grado di garantire studi e ricerche “sincere e oneste” in grado di assicurare l’evoluzione del benessere dei lavoratori. La salute, infatti, deve essere intesa come «uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non la semplice assenza di malattia o d’infermità.» (OMS, 1948).
L’OMS definisce la salute non più come “assenza di malattia” (un concetto lineare connesso alla semplicità di due sole variabili: presenza, assenza) ma come lo “stato” (condizione che prevede l’interazione spontanea tra molteplici variabili dalla cui sintesi emerge una condizione dell’essere [benessere o malessere] indipendente da ogni singola variabile che partecipa alla definizione della totalità) di benessere fisico, psichico e sociale dell’individuo. Questa definizione risuona con la naturale ontologia dell’essere umano che da macchina (funzionante-non malata, rotta-malata) diviene sistema vitale nel quale ogni aspetto dell’essere (fisico, psichico e sociale) influisce sulla descrizione totale dello stato di benessere dell’essere umano (Bruno, Simonini, 2015).
Gli interventi di protezione e prevenzione dei rischi lavorativi hanno principalmente interessato la sfera fisica dei lavoratori e tropo poco è stato fatto sugli aspetti mentali e sociali. L’OMS, invece, ritiene ogni condizione in grado di allontanare dal benessere psichico e sociale come una condizione da bonificare, perché contraria alla salute. Dal 1948 vi è stata una significativa evoluzione nella ricerca e nella sperimentazione di tutte le discipline che si occupano del sistema “benessere individuale”. Nella pratica le scienze e le conoscenze subiscono, ed hanno subito, l’influenza di lobby, gruppi di potere, interessi privati, che hanno diretto l’applicazione del diritto alla salute nelle direzioni a loro confacenti spesso anche a discapito delle reali esigenze dei cittadini. Anche la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro ha subito gli stessi condizionamenti, abbiamo ancora, oggi, chi ritiene naturale che il lavoro debba essere, sacrificio, fatica, disagio, debba contenere un certo grado di rischio e di insalubrità.
Lo stesso Commissario Europeo per l’Occupazione László Andor afferma: “Il futuro Quadro strategico dell'UE in materia di salute e sicurezza sul lavoro 2014-20 sottolineerà che una migliore tutela della salute mentale dei lavoratori è un fattore chiave nella prevenzione delle malattie legate al lavoro”.
Nello specifico del rischio psicosociale, nella fisica e nella medicina esistono molte nuove scoperte che trovano forti ostacoli a divenire cultura comune. In questo modo anche vecchie idee sbagliate ma utili ai meccanismi di potere possono permanere nella visione comune della realtà.
La fisica quantistica ha cambiato l’idea di atomo che da indivisibile è divenuto insieme di elementi che si comportano sia come corpi, sia come onde. Se ogni atomo che compone il nostro mondo è costituito da elementi che si comportano in modo complesso, in quanto in grado di cambiare la loro stessa natura, senza rispondere alle leggi della meccanica classica, perchè l’insieme che li contiene può essere considerato in maniera semplice?
Questa incongruenza logica fa pensare che il riduzionismo positivista della cultura lineare meccanicistica abbia eliminato dall’osservazione della realtà molte “componenti indesiderate”.
Per lo stress lavoro-correlato avviene ed è avvenuta la stessa riduzione. Solo in questo modo (come afferma anche Cox
(1)) si spiega l’idea incongruente che esista uno stress che faccia bene a piccole quantità (eustress). Sarebbe come sostenere che tre sigarette al giorno sono meglio che non fumare.
Le incongruenze logiche delle affermazioni lineari sui comportamenti molecolari dell’acqua, ad esempio, sono confutate dagli esperimenti di Luc Montagnier. L’acqua è in grado non solo di registrare segnali elettrici ma anche d’interpretarli con la massima precisione come nella ricostruzione della molecola della vita.
Gli esperimenti di Luc Montagnier oltre ad avere ovvie ripercussioni sull’osservazione della vita biologica molecolare mutano i paradigmi classici a tal punto che possono essere utilizzati anche per confutare i costrutti culturali meccanicistici sul rischio psicosociale e lo stress lavoro correlato.
“Se l’acqua di membrana o interfacciale forma “domini coerenti” sempre più organizzati rispetto alle caratteristiche del campo elettromagnetico presente, è possibile che ogni piccola forza d’onda, in coerenza con la frequenza del campo, produca grandi mutamenti sia positivi sia negativi per la salute. Quindi molto dipende da come la forza incidente “risuona” col campo ricevente.” Cioè significa che l’acqua pura di una sorgente non inquinata da tempo è una cura per la salute di chi la beve.
Nei sistemi produttivi avvengono le stesse dinamiche. Ogni soggetto è esposto sia alla conflittualità degli altri sia alla loro solidarietà. Se il campo è molto conflittuale la solidarietà tende ad essere annullata e le forze di collisione tendono a raddoppiare la loro intensità in quanto due onde in coerenza di fase raddoppiano la loro potenza, invece, fuori coerenza si annullano. Il campo stesso è in grado di intensificare anche le piccole forze stressanti. In questo ambiente mentale nessuno condivide idee o emozioni con altri perché pericoloso. Ognuno, come si suol dire in gergo, coltiva il suo orticello.
Al contrario in presenza di un campo solidale le forze conflittuali tendono a diminuire la loro intensità e di conseguenza la loro influenza. Le persone trovano normale collaborare e confidarsi l’un l’altra. Ogni nuova idea può venire apprezzata e condivisa dando senso d’appartenenza e d’utilità a chi l’ha espressa.
Come nella fisica teorica per la costruzione di un campo solidale (dominio coerente) è necessaria una ricerca effettuata da esperti in grado di cogliere gli aspetti sistemici della realtà osservata, così l’osservazione delle organizzazioni del lavoro deve essere, per il suo efficace miglioramento continuo, realizzata da esperti in grado di valutarne gli aspetti molecolari. Cioè non è possibile capire il rischio psicosociale presente in un gruppo di lavoro attraverso la mera presentazione di un questionario o una lista di controllo “una tantum”.  Lo studio delle dinamiche lavorative deve prevedere, come ben riportato anche nelle linee guida delle regioni 2012, un sistema di gestione che raccolga ed elabori tutte le esperienze degli stakeholder (Simonini & Bruno, 2012).
In sintesi viene dimostrato che a fronte di dibattiti scientifici “sinceri e onesti” si ottengono visioni umane di ecologia integrale. Negli esperimenti di Luc Montagner la vita si manifesta nella sua complessità costituita dalle interazioni deboli tra gli elementi che la compongono ma in grado di costruire reti di sistemi dalle cui connessioni si origina la meraviglia del mondo che ci circonda. La scienza classica basata sull’aridità del meccanicismo divide i fenomeni del mondo in parti credendo che sia possibile capire l’immensità del mare dall’osservazione di un semplice bicchiere della sua acqua.  Questa visione scientifica produce e osserva conflitti di collisione, esplosioni e urti che dimostrano quanto anche le più piccole particelle possano essere frantumate in parti ancora più piccole credendo di risolvere nell’infinitamente piccolo il mistero della vita. Invece il “valore proprio di ogni creatura” si manifesta nel capire quanto ogni essere vivente sia intimamente connesso ad ogni altro da interazioni estremamente complesse. Anche gli oggetti inanimati sono costituiti da parti che oscillano e risuonano con altri oggetti o con esseri viventi. Di conseguenza si possono avere due immagini dell’Universo, quella classica, lineare meccanicistica, nata da meccanismi di potere che dovevano permettere una cultura dello sfruttamento di nostra Madre Terra senza limiti etici e morali, immagina un Universo costituito da rumore.
L’altra, la cultura l’ecologica, meno asservita al potere, impegnata in spiegazioni “sincere e oneste” del mondo, osserva la nostra Madre Terra nell’ottica della vita dove ogni essere vivente interagisce col resto del mondo meravigliandosi e accettando di non capire ancora la meravigliosa complessità osservata, preoccupandosi molto meno di trasformare in tecnologia ogni nuova scoperta. Questa cultura immagina un Universo costituito da armonie risonanti: musica.

138. (2)  L’ecologia studia le relazioni tra gli organismi viventi e l’ambiente in cui si sviluppano. Essa esige anche di fermarsi a pensare e a discutere sulle condizioni di vita e di sopravvivenza di una società, con l’onestà di mettere in dubbio modelli di sviluppo, produzione e consumo. Non è superfluo insistere ulteriormente sul fatto che tutto è connesso. Il tempo e lo spazio non sono tra loro indipendenti, e neppure gli atomi o le particelle subatomiche si possono considerare separatamente. Come i diversi componenti del pianeta – fisici, chimici e biologici – sono relazionati tra loro, così anche le specie viventi formano una rete che non finiamo mai di riconoscere e comprendere. Buona parte della nostra informazione genetica è condivisa con molti esseri viventi. Per tale ragione, le conoscenze frammentarie e isolate possono diventare una forma d’ignoranza se fanno resistenza ad integrarsi in una visione più ampia della realtà.

Inquinamento, rifiuti e cultura dello scarto


20.(3) Esistono forme di inquinamento che colpiscono quotidianamente le persone. L’esposizione agli inquinanti atmosferici produce un ampio spettro di effetti sulla salute, in particolare dei più poveri, e provocano milioni di morti premature. Ci si ammala, per esempio, a causa di inalazioni di elevate quantità di fumo prodotto dai combustibili utilizzati per cucinare o per riscaldarsi. A questo si aggiunge l’inquinamento che colpisce tutti, causato dal trasporto, dai fumi dell’industria, dalle discariche di sostanze che contribuiscono all’acidificazione del suolo e dell’acqua, da fertilizzanti, insetticidi, fungicidi, diserbanti e pesticidi tossici in generale. La tecnologia che, legata alla finanza, pretende di essere l’unica soluzione dei problemi, di fatto non è in grado di vedere il mistero delle molteplici relazioni che esistono tra le cose, e per questo a volte risolve un problema creandone altri.
Forse è arrivato il momento di non trasformare come Mida tutto in oro e fare in modo di poter ottenere il bene che deriva dall’osservazione del “senso umano dell’ecosistema”. Senso umano che esiste solo quando ci rendiamo conto che “siamo vivi” in interazione con ogni altro essere che si muove attorno a noi ed ha il diritto alla stessa esistenza, anche perchè figlio della stessa Madre, il “Pianeta Vivente” che abitiamo e ci permette di esistere.

115. (4) L’antropocentrismo moderno, paradossalmente, ha finito per collocare la ragione tecnica al di sopra della realtà, perché questo essere umano «non sente più la natura né come norma valida, né come vivente rifugio. La vede senza ipotesi, obiettivamente, come spazio e materia in cui realizzare un’opera nella quale gettarsi tutto, e non importa che cosa ne risulterà»
Così San Francesco abbandonava le cose inanimate riportandole al reale valore di utilità per tutti. Regalandole a chi aveva bisogno di utilizzarle eliminava la loro divinizzazione, distruggeva l’idea che possedere l’intero paradiso di Nostra Madre Terra anche quello dedicato ad altri esseri viventi potesse renderci simili a Dio. Cercava, invece, nella sua riduzione all’utilizzo essenziale dei frutti materni di insegnarci che oltre le cose inanimate e il loro possesso c’è l’illuminazione dell’immensità della vita con tutte le sue creature.
La Terra ci è Sorella e Madre e proprio in questo paradosso vi è insito il messaggio d’Amore Francescano per l’immensità del creato.

“Laudato si’, mi’ Signore, per Sora nostra Matre Terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba”  (5)

Lavoro umano e disumanizzazione consumistica


66. (6) I racconti della creazione nel libro della Genesi contengono, nel loro linguaggio simbolico e narrativo, profondi insegnamenti sull’esistenza umana e la sua realtà storica. Questi racconti suggeriscono che l’esistenza umana si basa su tre relazioni fondamentali strettamente connesse: la relazione con Dio, quella con il prossimo e quella con la terra. Secondo la Bibbia, queste tre relazioni vitali sono rotte, non solo fuori, ma anche dentro di noi. Questa rottura è il peccato. L’armonia tra il Creatore, l’umanità e tutto il creato è stata distrutta per avere noi preteso di prendere il posto di Dio, rifiutando di riconoscerci come creature limitate. Questo fatto ha distorto anche la natura del mandato di soggiogare la terra (cfr Gen 1,28) e di coltivarla e custodirla (cfr Gen 2,15). Come risultato, la relazione originariamente armonica tra essere umano e natura si è trasformato in un conflitto (cfr Gen 3,17-19). Per questo è significativo che l’armonia che san Francesco d’Assisi viveva con tutte le creature sia stata interpretata come una guarigione di tale rottura. San Bonaventura disse che attraverso la riconciliazione universale con tutte le creature in qualche modo Francesco era riportato allo stato di innocenza originaria. [40] Lungi da quel modello, oggi il peccato si manifesta con tutta la sua forza di distruzione nelle guerre, nelle diverse forme di violenza e maltrattamento, nell’abbandono dei più fragili, negli attacchi contro la natura.
La nostra “casa comune” il pianeta che abitiamo ha veramente bisogno di uscire dal peccato che i potenti commettono contro l’origine di tutto l’esistente. Se i livelli di degradazione e inquinamento rimangono così alti presto la vita sul pianeta sarà a rischio di estinzione. Anche i potenti della terra devono capire che ugualmente la loro vita è a rischio come quella dei loro figli. Deve avvenire un’inversione di marcia rispetto ai modelli di consumo e produzione superando le falsità del liberismo selvaggio.
“Tale paradigma fa credere a tutti che sono liberi finché conservano una pretesa libertà di consumare, quando in realtà coloro che possiedono la libertà sono quelli che fanno parte della minoranza che detiene il potere economico e finanziario. In questa confusione, l’umanità postmoderna non ha trovato una nuova comprensione di sé stessa che possa orientarla, e questa mancanza di identità si vive con angoscia. Abbiamo troppi mezzi per scarsi e rachitici fini.”
I danni prodotti, in questi ultimi anni, dal liberalismo selvaggio della politica consumistica, sta producendo una via di non ritorno verso l’estinzione. Le fonti d’informazione tacciono o ci danno notizie sbagliate o false, oppure inseriscono aspetti importanti all’interno di un magma di sciocchezze in modo da renderle irriconoscibili. Siamo tutti poco informati sugli effetti disastrosi che questo tipo di modello produttivo e culturale sta generando. Per questo il Santo Padre propone una coraggiosa rivoluzione culturale come risposta all’aggressione della nostra vita in questa “casa comune”. La cultura individualistica, egocentrica e liberista deve lasciare spazio ad una nuova fonte di conoscenza collettiva che valorizzi appieno gli aspetti comunitari del sistema sociale e produttivo.

114. (7) Ciò che sta accadendo ci pone di fronte all’urgenza di procedere in una coraggiosa rivoluzione culturale. La scienza e la tecnologia non sono neutrali, ma possono implicare dall’inizio alla fine di un processo diverse intenzioni e possibilità, e possono configurarsi in vari modi. Nessuno vuole tornare all’epoca delle caverne, però è indispensabile rallentare la marcia per guardare la realtà in un altro modo, raccogliere gli sviluppi positivi e sostenibili, e al tempo stesso recuperare i valori e i grandi fini distrutti da una sfrenatezza megalomane.
E’ necessario rimuovere le politiche liberiste del lavoro basate solo sul massimo profitto e consumo sfrenato di pochi sui beni comuni e ripensare una distribuzione della ricchezza “giusta e sincera”; di conseguenza anche il lavoro umano deve essere liberato dagli imbrogli e dalle ingiustizie che oggi lo regolano.

125. (8) Se cerchiamo di pensare quali siano le relazioni adeguate dell’essere umano con il mondo che lo circonda, emerge la necessità di una corretta concezione del lavoro, perché, se parliamo della relazione dell’essere umano con le cose, si pone l’interrogativo circa il senso e la finalità dell’azione umana sulla realtà. Non parliamo solo del lavoro manuale o del lavoro della terra, bensì di qualsiasi attività che implichi qualche trasformazione dell’esistente, dall’elaborazione di un studio sociale fino al progetto di uno sviluppo tecnologico. Qualsiasi forma di lavoro presuppone un’idea sulla relazione che l’essere umano può o deve stabilire con l’altro da sé.”
Il lavoro dovrebbe essere e divenire il contesto di un multiforme sviluppo personale, dove si mettono in gioco molte dimensioni della vita: la creatività, la proiezione nel futuro, lo sviluppo delle capacità, l’esercizio dei valori, la comunicazione con gli altri. Perciò la realtà sociale del mondo di oggi, al di là degli interessi limitati delle imprese e di una discutibile razionalità economica, esige che «si continui a perseguire quale priorità l’obiettivo dell’accesso al lavoro per tutti».

128.
(9) Siamo chiamati al lavoro fin dalla nostra creazione. Non si deve cercare di sostituire sempre più il lavoro umano con il progresso tecnologico: così facendo l’umanità danneggerebbe sé stessa. Il lavoro è una necessità, è parte del senso della vita su questa terra, via di maturazione, di sviluppo umano e di realizzazione personale. In questo senso, aiutare i poveri con il denaro dev’essere sempre un rimedio provvisorio per fare fronte a delle emergenze. Il vero obiettivo dovrebbe sempre essere di consentire loro una vita degna mediante il lavoro. Tuttavia l’orientamento dell’economia ha favorito un tipo di progresso tecnologico finalizzato a ridurre i costi di produzione in ragione della diminuzione dei posti di lavoro, che vengono sostituiti dalle macchine. È un ulteriore modo in cui l’azione dell’essere umano può volgersi contro sé stesso. La riduzione dei posti di lavoro «ha anche un impatto negativo sul piano economico, attraverso la progressiva erosione del “capitale sociale”, ossia di quell’insieme di relazioni di fiducia, di affidabilità, di rispetto delle regole, indispensabili ad ogni convivenza civile». [104] In definitiva «i costi umani sono sempre anche costi economici e le disfunzioni economiche comportano sempre anche costi umani».[105] Rinunciare ad investire sulle persone per ottenere un maggior profitto immediato è un pessimo affare per la società.


Note
L'immagine utilizzata è reperita nel Web
(1) “Esiste la convinzione che un certo livello di stress sia connesso ad un buon rendimento e, conseguentemente, a buone condizioni di salute. In alcune occasioni, per giustificare procedure di gestione mediocri, si è fatto ricorso alla convinzione che certi livelli di stress possono essere auspicabili (Cox, Griffith, Rial-Gonzales 2002)”

(2) Cap. IV voce 138 – Lettera Enciclica – LAUDATO SI’ -
(3) Cap. I voce 20 – Lettera Enciclica – LAUDATO SI’

(4) Cap. III voce 115 – Lettera Enciclica – LAUDATO SI’ -
(5) Cantico delle Creature. (1226)
(6) Cap. II voce 66 – Lettera Enciclica – LAUDATO SI’
(7) Cap. III voce 114 – Lettera Enciclica – LAUDATO SI’
(8) Cap. III voce 125 – Lettera Enciclica – LAUDATO SI’
(9)  Cap. III voce 128 – Lettera Enciclica – LAUDATO SI’

Riferimenti

  • Andor, L. (2014). Stress lavoro-correlato – la campagna dell'EU-OSHA invita i datori di lavoro e i lavoratori ad affrontarlo insieme. Comunicato stampa 07/04/2014. https://osha.europa.eu/it/about-eu-osha/press-room/work-related-stress-eu-osha-campaign-calls-on-employers-and-workers-to-tackle-it-together.

  • Bruno, V. (2013). Dal System Thinking alla sua applicazione nella gestione e miglioramento dei rischi psi-cosociali in azienda. ISL Igiene & Sicurezza sul Lavoro, N. 5 in inserto "“Lavorare serenamente: prospettive per il futuro”.

  • Bruno, V. & Simonini, F. (2015). INSERTO "Riduzione del rischio psicosociale in Europa: criticità e prospettive". ISL N. 3

  • Cox, T., Griffith, A., & Rial-Gonzales, E. (2002). [EU-OSHA 2000] Ricerca sullo stress correlato al lavoro. Ed. italiana, ISPESL.

  • Del Giudice, E. (2014). La forza Risonante: contributo della fisica quantistica alla costruzione di sistemi produttivi privi di stress, mobbing e burnout. ISL N. 4, Inserto Lavorare serenamente prospettive per il futuro.

  • Lettera Enciclica (2015). LAUDATO SI' del Santo Padre Francesco sulla cura della casa comune. Libreria Editrice Vaticana.

  • OMS. Carta di Ottawa per la Promozione della Salute. Ginevra.

  • Simonini, F., & Bruno, V. (2012). Valutazione e gestione del rischio da stress lavoro correlato. Rivista monografica I Corsi; ed Wolkers Kluwer Italia.








In memoria del grande fisico teorico Emilio Del Giudice

Pubblicato da Orizzonte degli Eventi in Varie · 31/1/2015 20:18:38
Tags: FisicaPsicheOrganizzazionedelLavoroSaluteOrganizzativa
E’ passato un anno dal triste evento ma la nostra memoria, ancora viva, ricorda con amarezza ma gratitudine quello che Emilio ci ha lasciato in eredità. Emilio credeva in un mondo nuovo, diverso, costituito da giustizia, equa distribuzione delle risorse, nella risonanza collettiva in grado di produrre in ognuno di noi una coscienza attenta non solo ai propri bisogni ma perennemente in comunicazione coi bisogni di tutti, pronta a contribuire alla costruzione del costante miglioramento sociale. Per questo mondo in divenire ha lottato, ha lavorato, ha studiato ed infine ha cercato di insegnarlo ad altri attraverso le sue innumerevoli conferenze, tenute a braccio, quasi temendo di perdere quel contatto risonante che riusciva sempre a stabilire con chi ascoltava. Ha sempre dichiarato il vero, rischiando fraintendimenti e disaccordi con la scienza dei compromessi e dei privilegi. Qua, oggi, lo ricordiamo perché la sua perdita è stata un grande impoverimento per tutti coloro che ancora credono nella giustizia sociale e nella ricerca scientifica libera da condizionamenti e distorsioni. Emilio aveva il raro dono di esprimere i concetti più difficili di fisica quantistica come se fossero facilmente comprensibili. Dopo averlo ascoltato sembrava quasi di aver capito le profonde complessità dell’infinitamente piccolo. Anche se poi le cose si dimostrano molto meno semplici la sensazione di comprensione avvicina molti al desiderio di approfondire i contenuti che svelano la natura del meraviglioso mondo in cui viviamo. Egli ci ricordava che dal “vuoto” può emergere un fotone (una luce) che se trova la giusta densità di materia ad attenderlo rimane tra noi aumentando la quantità dell’esistente. Così sarà per il contributo conoscitivo che Emilio ci ha lasciato, trovando nella nostra memoria una sufficiente densità risonante non sarà scomparso. In questa occasione vorremo divulgare il contributo che ci ha lasciato in occasione del convegno” Lavorare serenamente: prospettive per il futuro” Una riflessione su un diverso modo di organizzare i processi produttivi. Orizzonte degli Eventi La forza risonante: contributo della fisica quantistica alla costruzione di sistemi produttivi privi di stress, mobbing e burnout Emilio Del Giudice, Istituto di Fisica Nucleare di Milano Articolo estratto da ISL - Igiene e Sicurezza del Lavoro n. 4/2013, Inserto Lavorare serenamente: prospettive per il futuro.

Buon Natale

Pubblicato da Orizzonte degli Eventi in Pensieri · 22/12/2014 15:34:04
Il termine utopia è la maniera più comoda per liquidare quello che non si ha voglia, capacità, o coraggio di fare. Un sogno sembra un sogno fino a quando non si comincia da qualche parte, solo allora diventa un proposito, cioè qualcosa di infinitamente più grande. Adriano Olivetti

Il rischio psicosociale e lo stress

Pubblicato da Orizzonte degli Eventi in Lavorare Serenamente · 23/10/2014 14:05:20
Tags: StressRischioPsicosocialeSistemiSocialiOrganizzazionedelLavoroSaluteOrganizzativa
L’OMS definisce la salute non più come “assenza di malattia” (un concetto lineare connesso alla semplicità di due sole variabili: presenza, assenza) ma come lo “stato” (condizione che prevede l’interazione spontanea tra molteplici variabili dalla cui sintesi emerge una condizione dell’essere [benessere o malessere] indipendente da ogni singola variabile che partecipa alla definizione della totalità) di benessere fisico, psichico e sociale dell’individuo. Questa definizione risuona con la naturale ontologia dell’essere umano che da macchina (funzionante-non malata, rotta-malata) passa a percezione vitale in cui ogni aspetto dell’essere (fisico, psichico e sociale) influisce sulla descrizione totale dello stato di benessere individuale.

Performance Management e Sistemi di controllo formali e informali (archetipi). Le tre velocità del controllo nei sistemi sociali

Pubblicato da Orizzonte degli Eventi in Lavorare Serenamente · 7/7/2014 16:46:07
Tags: SystemThinkingSaluteOrganizzativaSistemiSociali
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