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Terapia > Sogni e Simboli


IL SIMBOLISMO DEL SE

Le rappresentazioni istintive vengono difficilmente riconosciute come immagini di sogno a carattere simbolico, svolgono comunque un ruolo vitale per la funzione compensatrice dei sogni. Tutti i motivi delle immagini simboliche non possono essere spiegati oggettivamente in quanto dipendenti dal contesto inconscio del singolo sognatore. Nei sogni può capitare che gli aspetti arcaici della mente producano motivi simbolici, in questo caso queste raffigurazioni hanno carattere collettivo. Come sono collettive il mosaico degli organi biologici del corpo quando indicano l’evoluzione dalla scimmia. Tuttavia come il biologo fa ricorso all’anatomia comparata così lo psicologo deve far ricorso alla anatomia comparata della psiche, cioè immagini collettive e motivi mitologici (prodotti della mente primitiva). I sogni di oggi possono essere in contatto con le esperienze e i motivi primitivi in quanto espressione della risonanza tra io e collettivo possono non essere influenzati dal tempo e dallo spazio. Nei sogni appaiono spesso motivi mitologici e resti arcaici delle immagini primordiali istintive definiti da Jung “archetipi”.
Gli istinti risultano percepibili dai sensi sono costituiti da stimoli fisiologici, tuttavia si manifestano anche i veste di fantasie e immagini simboliche. Queste immagini rappresentano gli archetipi. Hanno una origine che esula dalla cultura di provenienza manifestandosi in ogni parte del mondo attraverso motivi simili.
Se prendiamo ad esempio l’archetipo del SE cioè il simbolo della totalità della nostra psiche sempre interagente col mondo che ci circonda possiamo trovare in tutte le culture della terra una sua rappresentazione che anche se diversa esprime la stessa essenza simbolica.


Nel “Rosarium Philosophorum” Re e Regina rappresentazioni di Solis et  Lunae realizzano la loro “mysteriumconiunctionis” , essi seguono il “sentiero della mano sinistra” strigendosi la mano, con la destra incrociano due steli con quattro fiori che rappresentano i quattro elementi della creazione: femminili, terra e acqua(bianchi); maschili, fuoco e aria (rossi). Dalla stella della quintessenza emerge la colomba bianca dello spirito santo che aggiunge il proprio quinto elemento  alla coniuctio oppositorum.


Gli esseri viventi in grado di dare nuova vita sono dunque tre: il Re. La Regina e la Colomba dello Spirito Santo. Nei mistero delle interazioni tra il principio maschile e femminile per produrre nuova vita ed una più elevata conoscenza c’è bisogno dell’intervento dello spirito. La triplice natura del creato mantiene in se i suoi principi: maschile, femminile, divino. Così è la totalità dell’uomo che si situa oltre la divisione dei sessi, dal contatto delle mani sinistre, da ciò che è caotico ed oscuro, nasce l’armonia più bella costituita da una luce superiore a tutte le luci. La via conduce alla liberazione dell’uomo dall’infantilismo, alla conquista della consapevolezza di se stessi, evita all’individuo cresciuto di imputare al vicino con tutto ciò che è a lui sgradito, evita che tormenti altri per i suoi pregiudizi e le sue proiezioni.



Il simbolo del TAO come interazione tra gli opposti Yin e Yang evidenzia due poli che fissano i limiti per i cicli di “mutamento” ( quando lo Yang ha raggiunto il suo massimo si ritrae fino a sfociare nello Yin così come lo Yin quando raggiunge il suo massimo si ritrae a favore dello Yang). Essi sono gli estremi di una totalità armonica, nulla è solo Yin o solo Yang.
Nello stesso Yin è contenuto un polo Yang e il suo contrario. L’aspetto floreale di questa immagine ci ricorda che è lo stesso fluire della vita a seguire questa regola.


Nella cultura cinese Yin e Yang non sono associati a valori morali (lo Yin è buono o cattivo) ma ciò che è buono è frutto dell’armonia che possiamo produrre tra i due opposti. Dannoso è lo squilibrio e l’unilateralità. Il TAO ( La VIA) rappresenta il continuo fluire dell’universo. Ogni oggetto si muove grazie allo stimolo a trovare il suo posto nel mondo rispetto alle interazioni con gli altri oggetti, alla ricerca della migliore armonia possibile. Nella filosofia Cinese l’idea di passività non è assenza di moto ma “andare nel vero verso delle cose”. Da notare quanto questa immagine abbia in comune col Rosarium rappresentando anch’essa una coniunctio tra la conoscenza razionale, lineare, analitico in grado di discriminare, misurare, categorizzare e la conoscenza intuitiva espressione dell’esperienza diretta, non intellettuale tendente alla sintesi, alla visione olistica e non lineare del mondo.
La grande meraviglia che proviamo di fronte all’immagine del TAO è anche data dalla sua capacità di riflettere veramente la realtà della natura dei fenomeni quantistici. L’immagine dimostra l’indeterminazione e la complementarietà dello Yin e del suo opposto così come ogni elemento componente l’atomo (il mattone fondamentale con cui tutto è costruito) dimostra una natura duale cioè si comporta sia come particella che come onda. Di conseguenza il comportamento ondulatorio e materiale delle particelle risponde ad un principio di indeterminazione e di complementarietà delle due forme in cui possiamo trovare i componenti degli atomi. Per dirla con Heisenberg “ il mondo appare così come un complicato tessuto di eventi, in cui rapporti di diverso tipo si alternano, si sovrappongono e si combinano determinando la struttura del tutto”.



Mandala è un termine sanscrito che significa “cerchio”. Lo scopo del mandala è di restringere il campo psichico per concentrare la meditazione. Il mandala è letto all’indietro, cioè partendo dal centro. Nel centro il cerchio bianco manifesta la “chiara luce della pura realtà”. E’ la causa prima creatrice, la luce dell’anima dalla quale viene generata terra e cielo (ciò che è dato fin dalla nascita). Il ciclo delle rinascite costituisce la nostra “eredità spirituale”, come albero vive grazie alle potenti radici terrene e ai suoi rami che stagliandosi nel cielo offrono e colgono energia dall’universo.



Anche questa immagine dimostra la presenza degli “Archetipi” nel mondo. Gli Archetipi sono “organi psichici” come le parti materiali del corpo umano con poche differenze designano la natura della psiche umana. Compongono il sistema dinamico dell’inconscio collettivo. Le loro forme sono universalmente diffuse. I mandala grazie alla loro complessa rappresentazione della totalità rappresentano l’immagine archetipica del SE.

 
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