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Management Quality System Combinatorial  

Siamo convinti che non esista una ricetta, o se vogliamo un format comune a tutti e che si possa utilizzare indifferentemente in qualsiasi azienda. Ogni organizzazione ha una propria storia, una propria cultura, regole formali ed informali diverse, in continuo mutamento, per cui e` assurdo pensare che un unico strumento possa essere utilizzato in qualsiasi contesto. E'  vero che esistono strumenti sviluppati per far questo ma, secondo noi, utilizzando tali strumenti si rischia di indagare aspetti che a volte, in una determinata azienda, sono irrilevanti o addirittura non presenti correndo il rischio di non prendere in considerazione variabili tipiche, esclusive di quel contesto lavorativo,  prioritarie per l’identificazione dei punti critici. Il nostro approccio, altamente contestuale e partecipativo, è volto a produrre oltre alla difesa della sicurezza e della salute dei lavoratori qualità organizzativa e miglioramento continuo in un’ottica ergonomica (Bruno, Simonini, Corbizzi, 2011)
Dalle nostre ricerche abbiamo elaborato un metodo di gestione  del rischio psicosociale seguendo i postulati sistemici utilizzati anche da Shewhart e Deming nel controllo delle variabili della qualità totale.
Il metodo si chiama MQSC, Management Quality System Combinatorial, e ha lo scopo di osservare un processo anziché un singolo stato.
Per fare ciò il questionario utilizzato viene costruito con la partecipazione di tutti gli stakeholder e sottoposto ai lavoratori più volte. La statistica di elaborazione dei dati è quella delle Carte di Controllo. Si riportano di seguito esempi di Carte di Controllo:



Questa Carta  mostra la media delle variabili misurate nel tempo indicata come XBar. Questo dato ci fornisce indicazioni circa la percezione globale, di un singolo lavoratore o dell’intero gruppo di lavoro, del clima psicosociale.
Ogni variabile si muove intorno alla media, a volte superando i limiti  superiori e inferiori (UCL, LCL), in questa occasione viene dimostrata la presenza di un punto critico o di un punto di forza. I punti all’interno dei limiti possono essere considerati sotto controllo. Ogni punto rappresenta la media della dinamica di una variabile psicosociale nel tempo.
Di conseguenza i dati ci informano sulla presenza di punti critici che possono evidenziare le priorità d’intervento. Vengono inoltre evidenziati anche i punti di forza che possono essere utilizzati per migliorare le interazioni tra le variabili psicosociali. La carta sopra riportata descrive un processo sotto controllo, anche se due variabili (n. 11 e n. 24) superano il limite inferiore, ma in interazione con e altre hanno dimostrato l’assenza di influenze significative.


 

Questo grafico invece indica un processo generale fuori controllo e la necessità di intervenire prontamente su alcune variabili. Inoltre indica la necessità di capire meglio i propri punti di forza per mantenerli nella loro condizione positiva.
La gestione dei rischi prevede la coscienza non solo dei punti critici da migliorare ma anche dei punti di forza da mantenere, perché altrimenti, se lasciati al caso, possono  nel tempo perdere la loro positività.


                                             
Riferimenti bibliografici
       
. Bruno, V. Simonini, F. Corbizzi Fattori G. (2011). La visione sistemica dello SLC:
          indagine empirica in una grande pelletteria. ISL n. 4
        . Deming, W. (1994). The new economics: for industry, government,education.
          MIT press.
        . Simonini F.; Corbizzi Fattori G. a cura (2010). Stress lavoro correlato valutazione e
          gestione pratica.  Edizione Wolkers Kluwer Italia.  

 
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