Rischi Psicosociali - Orizzonte degli Eventi - Ricerca Intervento sul benessere e la salubrità nelle organizzazioni del lavoro

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Per quale motivo un datore di lavoro dovrebbe affidare ad un esperto la valutazione del rischio psicosociale e in particolare dello stress lavoro correlato?
Un mio paziente nel raccontarmi la sua storia personale ha dato risposta a questa domanda:
«Sono molti anni che lavoro nella mia azienda. Mi sono adoperato in ogni modo, per quello  che mi era possibile, a contribuire alla sua crescita culturale e organizzativa. Ho cercato di far emergere le cose che  non andavano bene, che creavano disagio sia a me che ad alcuni colleghi. Pensavo che l’azienda  riconoscesse questo impegno come un fatto positivo. Invece dopo un po’di tempo le mie critiche hanno comportato il mio isolamento sia a livello di carriera sia a livello di relazione con i dirigenti. Sono cominciati tutta una serie di inutili controlli  facendomi sentire come il bambino che disobbedendo agli ordini ruba sempre la marmellata. Nella mia vita da adulto invece mi sono sempre preso tutte le responsabilità e i carichi della mia famiglia riuscendo con sacrificio a  far laureare due figli. Col passare del tempo sono giunto alla condizione di non poter attraversare il portone dell’azienda senza provare un profondo disagio. Ero consapevole che stavo entrando in un luogo dove nessuno  era ‘‘visto’’, che non era interessato a me, che mi considerava solo un numero e un ruolo da controllare e gestire. Immagini dott.ssa cosa può significare sentirsi un meccanismo per otto ore al giorno cinque giorni la settimana. Le assicuro che molte volte sono stato preso dal desiderio di non attraversare quella porta...»   (Bruno, 2012)         


Cox e Griffiths, due studiosi inglesi che da anni si occupano di rischio psicosociale e stress, ai quali l’Agenzia Europea per la salute e la sicurezza sul lavoro ha affidato diverse volte il compito di realizzare studi e ricerche su tale tematica definiscono il rischio psicosociale come quegli:
“Aspetti relativi alla progettazione, organizzazione gestione del lavoro, nonché ai rispettivi contesti ambientali e sociali, che dispongono del potenziale in grado di produrre danni di natura  psicologica, sociale o fisica”   (Cox & Griffiths, 1995).
Da questa definizione è possibile dedurre la complessità e la trasversalità  di tale rischio. Il rischio psicosociale non riguarda tipiche aree di lavoro o specifici compiti, ma può essere in potenza presente in ogni organizzazione.


     

                 

Un altro aspetto che non è citato direttamente nella definizione dei due studiosi, ma crediamo fondamentale è l’interrelazione tra gli aspetti di progettazione, di organizzazione e gestione del lavoro. Già considerando singolarmente questi aspetti sono alquanto complessi, ma se consideriamo le loro interrelazioni la tematica diviene ancora più complessa, d’altra parte come ci indicano i paradigmi della fisica quantistica non esistono in natura oggetti isolati. Gli aspetti di organizzazione, progettazione, il contesto sociale, ecc. anche se distinguibili sono connessi tra loro in maniera circolare e non dissociabile.  Nel momento in cui un elemento è in interrelazione con un altro si realizza qualcosa di diverso della somma delle parti, inoltre le parti stesse dopo il processo di interrelazione mutano se stesse, e i relativi contesti ambientali e sociali,  anche se a volte in maniera non direttamente e immediatamente osservabile.


Lo stress e` per la cultura sistemica la condizione di «mutilazione percettiva» in grado di produrre turbolenza nel sistema psichico, limitandone drasticamente la capacita` evolutiva  
(Simonini, Bruno, Corbizzi 2011).
Secondo i recenti studi condotti dal gruppo di ricercatori internazionali sulla funzionalità molecolare del cervello l’attività a maggiore rilevanza che dimostra la condizione di salubrità del sistema è la capacità di costruire "nuova coscienza" (Freeman, 2000; Vitiello, 2010).
In assenza di questa funzione il cervello abbassa il suo livello mentale, ripercorrendo in maniera coattiva i soliti percorsi, perde completamente la sua presa sul mondo.


Se sei interessato a questo argomento puoi leggere anche:
IL RISCHIO PSICOSOCIALE E LO STRESS CORRELATO AL LAVORO

LA SALUTE AZIENDALE

PSICOLOGIA DEI SISTEMI COMPLESSI. L'UOMO E LE TECNOLOGIE

GLI ASPETTI PSICOSOCIALICOME PARAMETRI D'ORDINE DEI SISTEMI PRODUTTIVI




                                     
 Riferimenti bibliografici

  • Bruno V. (2012). Complessità e valutazione ergonomica dello SLC con il metodo

     MQSC: uno studio empirico.  ISL N. 3

  • Cox, T. e Griffiths, A. J. (1995). The assessment of psychosocial hazards at work.

     In M.J. Winnubst e CL Cooper Handbook of Work and Health Psychology.
     Chilster: Wiley e Sons.

  • Freeman, W. J. (2000). Come pensa il cervello. Einaudi


  • Simonini, F., Bruno V., Corbizzi Fattori G. (2011). La centralita`dell’uomo nella

     visione ergonomica dei sistemi produttivi. ISL, 2011, 10, 717.

  • Vitiello, G. (2010) «Sull’origine dello stress lavoro correlato. Dinamica cerebrale e

     mutilazioni funzionali». In Stress lavoro correlato:-valutazione e gestione pratica.
     Milano, IPSOA, 2010.

 
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